Chatting With a Dirty Loom, un filo invisibile che attraversa città, foreste e montagne
Immaginate un filo invisibile che attraversa città, foreste e montagne, raccogliendo odori, storie e ricordi lungo il suo tragitto. È questa l’immagine centrale di Chatting With a Dirty Loom, il nuovo lavoro di Pietro Michi, in arte FossaDelRumore, uscito il 19 marzo 2026 per la label di Hong Kong 無害 (mouhoi).
Un viaggio sonoro intimo e minimale dove il rumore diventa un ponte tra le esperienze di chi ascolta e le storie di chi le ha vissute. Questo album si presenta come una riflessione sulla materia stessa del suono come elemento di connessione e trasformazione.
L’album si apre con la title track, una sorta di mantra noise in cui field recording vengono manipolati e trasformati, creando un tessuto sonoro denso e cupo, pervaso da scariche elettroniche che esplodono e si intrecciano. A guidare il lento, inesorabile scorrere della traccia sono le voci sussurrate di Jacopo Mittino e Matto Zoppi, che si insinuano in questo paesaggio sonoro, avvolgendo l’ascoltatore in un’atmosfera misteriosa e ipnotica.
In Hollow Whispers From The Village, il nostro analizza il rapporto tra vuoti e pieni, esplorando la sinergia tra risonanze minime che si intrecciano attraverso l’imprescindibile ausilio del rumore. Sono questi gli elementi fondamentali di una sperimentazione dark ambient dal carattere fortemente riduzionista, capace di coinvolgere l’ascoltatore in un viaggio sonoro essenziale e avvolgente, dove ogni minima sfumatura contribuisce a creare un’atmosfera intensa e suggestiva.
Con Vanish Near A Hidden River, FossaDelRumore rivela il suo lato più oscuro. Un suono claustrofobico si diffonde, avvolgendo il canto alienato di Membrana Molare, che sembra la voce strozzata di chi emette suoni incomprensibili e disperati. Un’atmosfera inquietante e avvolgente, un’immagine sonora che penetra nell’anima, lasciando un’impressione indelebile nel silenzio opprimente della notte.
Chatting With a Dirty Loom è un viaggio in cui i toni più sottili si fondono con i rumori più crudi, creando un mondo in cui l’ascolto diventa un’esperienza sensoriale. Ogni traccia, ogni dettaglio, invita l’ascoltatore a entrare in contatto con le proprie emozioni e ricordi, lasciando che il suono si trasformi in un ponte tra interiorità e mondo esterno. Un progetto che sfida le convenzioni, rivelando come il rumore e il silenzio possano diventare strumenti potenti di narrazione e connessione, in un continuo gioco tra vuoto e pieno, caos e calma.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
