Ylang Ylang è come il muoversi naturale del sole dalla luce raggiante del mattino all’arancione sornione del pomeriggio

Chitarrista, pianista, cantante, producer; se non avesse già una label che lo segue, siamo certi che French Kiwi Juice (FKJ) si pubblicherebbe da solo. Il polistrumentista francese ha infatti dedicato l’ultima mezza decade della sua carriera ad affinare le sue performance dal vivo, nelle quali dà prova di quante cose diverse sia in grado di far suonare nel modo giusto, completamente da solo. Il suo debutto nell’universo discografico risale al Marzo del 2017 e alla pubblicazione del suo primo album, inspiegabilmente intitolato French Kiwi Juice. Fu un’ottima entrée, che mise in luce le ottime capacità compositive di FKJ e le sue interessanti chiavi interpretative di nu jazz ed elettronica in generale.

FKJ, però, è un animale da palco, e lo è sempre stato. Le sue esibizioni, circondato da un esercito di tastiere e strumenti di vario tipo e grandezza, sono ciò che lo hanno reso famoso, ben prima che uscisse il suo primo album.

Due anni dopo il suo debutto discografico, FKJ ci propone un EP intitolato Ylang Ylang. Le sei tracce che compongono il disco sono piuttosto eterogenee, ma vengono cucite insieme con grande accuratezza. Se Earthquake e Risk (in featuring con il rapper americano Bas) risultano più incisive e sensuali, rappresentando l’entrata in scena, a partire dalla title track il disco si fa più intimista e raccolto. FKJ mette in campo tutte le sue skill, senza riserve, esibendo ottime doti come performer a prescindere dallo strumento che impugna. Anche il comparto vocale si mescola bene nella struttura melodica complessiva, senza farsi mai invadente.

Ylang Ylang ha tutte le vibrazioni nei punti giusti: cambia passo con coraggio, si sposta dalla chill wave iniziale ai toni più squisitamente nu jazz della coda, senza stordire o suonare posticcio. È come il muoversi naturale del sole dalla luce raggiante del mattino all’arancione sornione del pomeriggio. Il giovane musicista francese ha ottime idee e applica alle sue tracce una e cura minuziosa, fin nel minimo dettaglio; si sente nei riff di chitarra, nei loop artificiali, nei delicati giri di piano, nel modo in cui la voce si confonde tra i suoni con precisione aritmetica. Ylang Ylang dura poco, ma dura abbastanza da permettere a chiunque di capire con che genere di musicista si ha a che fare: maturo, talentuoso, intelligente e creativo.




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