Fabio Zuffanti è il protettore del prog

Le nuove vittime di Fabio Zuffanti

Fabio Zuffanti, musicista e scrittore genovese, abile conoscitore delle arti che, da praticamente più di venti anni, esplora e studia, dalla ricerca alla realizzazione. In questa sede il progetto da presentare è il suo ultimo album In/Out, uscito il 5 aprile scorso per AMS Records. L’idea di base è quella di navigare sulle acque della fusione tra progressive e generi più vivi attualmente, dal pop all’elettronica, il tutto con uno spirito d’avanguardia e con lo sguardo di analisi tematica volta alla concreta confusione della contemporaneità.

Protettore del prog, Fabio Zuffanti ha deciso di contare su collaborazioni d’eccellenza: innanzitutto la produzione del disco è affidata Livio Magnini (Bluvertigo) autore, inoltre, delle contaminazioni più rilevanti, che arricchiscono le composizioni di loop, chitarre, batterie acustiche dissolte. La voce, invece, è quella di Fabio Cinti, vincitore della Targa Tenco 2018 e mirabile esecutore di questi difficili e sperimentali brani. Tra le file dei musicisti del disco, oltre Magnini, il violinista Nicola Manzan (Bologna Violenta), Riccardo Del Monaco per gli archi, alla tastiere Giovanni Pastorino, il batterista Paolo ‘Paolo’ Tixi. E non è finita qui, poiché raffinata selezione è stata fatta anche per le immagini, affidate agli artwork di Enrico Gabrielli (Calibro 35) e, ovviamente, alle parole. Infatti, i testi di In/Out sono stati scritti a quattro mani dallo stesso Zuffanti e da Piergiorgio Pardo, che impreziosisce la scrittura, rendendo ancora più ricercati testi pronti a far vivere e rivivere lo smarrimento umano odierno.

È stato fondamentale, oltre che doveroso, elencare tutte le personalità coinvolte in questo progetto che non riesce ad essere solo un disco, non riguarda solo la musica, ma è un atto dirompente di sperimentazione profonda. L’ascolto che ne deriva è complesso, richiedere attenzione e cura del dettaglio, come accade nel prog che, per sua natura, irrompe e interrompe quello a cui ci si abitua, offrendo una sensazione che ne è l’esatto opposto. Nessuna certezza, niente è quello che pensi stia per accadere, è un album reale, e come tale, segue ritmi sempre diversi, asseconda debolezze in continua evoluzione.

Alla perdita di stimoli, integrità, dignità, si cerca di trovare un modo per resistere e questo album può esserne un esempio. Oltre che un viaggio musicale, Fabio Zuffanti, con In/Out, conferma la solidità di una carriera lunga e inquieta che, continua incessante a sfidare l’errante e sconosciuto percorso umano.