Gli Earthset tessono il perfetto corredo per il film muto L’uomo meccanico

Il quartetto di Bologna, gli Earthset, questa volta esplora musicalmente un antro alquanto interessante.

L’uomo meccanico, nuovo disco della band, è in realtà la colonna sonora del cine-concerto del film muto omonimo, produzione italo-francese del 1921. La pubblicazione è avvenuta dopo il successo della lunga tournée degli Earthset nel 2019, ed è stata realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna e col supporto di Bologna Città della Musica UNESCO, che ha visto i bolognesi impegnati su tutto il territorio nazionale ed all’estero.

L’LP contenete la soundtrack è stato rilasciato da Dischi Bervisti e Koe Records il 31 gennaio 2020 e
presentato ufficialmente il 31 gennaio a Roma, all’interno della Salle du Cinéma dell’Institut
Francaise Centre Saint Louis.

L’LP si atteggia ad una vera e propria suite suddivisa in otto capitoli che, idealmente, rispecchiano gli atti cinematografici. Si passa dal Preludio, sino agli eventi salienti del film, tra Fuochi, Inganni, Feste, Fughe e Scontri.

Autore e interprete della pellicola L’uomo meccanico è il francese André Deed (noto in Italia con il nome d’arte “Cretinetti“). Il film è il primo di fantascienza/horror prodotto in Italia ad oggi disponibile (il più antico Il Mostro di Frankenstein del 1914 risulta perduto), seppur in versione mutilata.

Musicalmente il disco suona come un esperimento sensoriale a metà tra il rock psichedelico ed il math, con pause in echi, distorsioni pizzicate e dodecafoniche. Tra un atto e l’altro sono sparsi qua e là dei connettori squisitamente noise.

Quanto creato dalla band si sposa alla perfezione con il contesto storico che fa da sfondo al film L’uomo meccanico: la nascita dell’avanguardismo, ad esempio. Anche se gli Earthset hanno trasposto una musicalità dei primi del ‘900 in un moderno rock ai limiti della psichedelia.

Non mancano, però, momenti squisitamente alternative, con distorsioni gravi e dissolute, che possono rappresentare i momenti più lugubri e scenicamente iconiche del film.

Un film muto, una colonna sonora, ovviamente, strumentale.

Nonostante ciò, la band ha il merito di “parlare” attraverso la musica, in modo da tessere con maestria i momenti salienti della rappresentazione.

Un meritoso riconoscimento va alla band, capace di aver associato un progetto musicale, profondo ed emozionante, ad un film che rappresenta la storia cinematografica italiana.

Chapeau!




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