Le architetture sonore di Donato Dozzy

Donato Scaramuzzi aka Donato Dozzy, romano, classe 1970 è uno tra i più apprezzati e stimati Dj e produttori italiani all’estero. Sempre intento a sperimentare, ha dalla sua la capacità di passare con disinvoltura dall’acid-techno all’insegna della Roland TB-303 a paesaggi più classici e contemporanei.

12H, pubblicato il 25 ottobre 2019 per la Presto!? di Lorenzo Senni, è il suo ultimo lavoro in solitaria.

L’album è una summa di due ore del miglior materiale prodotto per l’omonima installazione sonora, progettata appositamente da Donato per il Ponte della Musica – Armando Trovajoli a Roma sotto la cura del direttore del MAXXI Bartolomeo Pietromarchi. Le architetture sonore di 12H rispecchiano quelle del ponte, un mix di field recordings, flussi continui e loop in modo da riprodurre lo scorrere delle acque torbide del Tevere.

Un sound enigmatico ma allo stesso tempo rilassante oscilla tra le dodici tracce della composizione. In apertura 1 2 H . 1 con i suoi modulari che creano un tappeto sonoro avvolgente, ti danno una sensazione di fluttuare tra le acque del Tevere attraverso l’uso di suoni algidi e liquidi. L’uso di field recordings e gli intrecci dei synth generano una corrente sonora che ti circondano da ogni lato.

Come il gorgoglio di un corso d’acqua così l’affascinante elettronica scorre lenta in 12H.3, quasi ripetitiva, con i loop che trasformano la traccia in un mantra naturale fino a diventare più intensi e acidi sul finale.

Un respiro celestiale, quasi liberatorio, è quello che Dozzy crea con le architetture di 12H.5, una linea di basso profonda disegna l’andatura di un suono placido, rilassante al tal punto da ricordare quando da solo resti a pensare su una panchina e ti lasci catturare dal paesaggio.

La quiete della traccia precedente prende i connotati di un tribalismo urbano in 12H.6 con i suoni che sfociano nell’acid techno tanto cara al Dozzy. Ancora una volta le acque del Tevere sommergono la parte ritmica per far riemergere il lato più delicato della produzione.

Non mancano in 12H momenti più mistici e riflessivi (12H.9) che giocano con le frequenze delle percussioni concedendoci una visuale a tutto tondo sulla vastità di suoni modellati da Donato Dozzi in questa sua ultima opera.




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