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Jinx: un’incursione nei meandri del pop

Continua il percorso dei Crumb in un’irrefrenabile ricerca dell’evoluzione del pop in tutte le sue salse e nelle più svariate forme. Se il primo omonimo Ep uscito nel 2016 proponeva un semplice indie pop con echi jazz e twee, già dal secondo Ep, Locket, uscito l’anno successivo, le cose iniziavano a farsi più serie: molto più accentuata l’influenza della psichedelia e più sofisticato il sound sognante, senza mai discostarsi da interessanti passaggi jazz pop.

Sembra dunque lecito aspettarsi ancora di più dal primo album, prova del nove vera e propria per testare l’efficacia dello stile del gruppo. Ed è a questo proposito che risponde Jinx, in uscita il 14 giugno 2019 per Crumb Records, un lavoro in cui le idee di Lila Ramani, voce, chitarra e mente della band, avranno modo di esprimersi nella loro più totale completezza.

La sua voce sognante e delicata attacca quasi dal nulla nel brano d’apertura Cracking, a metà fra neo-psychedelia e dream pop, degno inizio per un viaggio ricco di sfumature e momenti armoniosi. Sin dal primo ascolto, Jinx risulta un’evoluzione sotto ogni punto di vista del precedente Rocket ed anche un lavoro sicuramente più maturo.

Ciò era evidente, in realtà, sin dal singolo Nina, accattivante fusione delle loro influenze più sofisticate e catchy, così com’è limpido in MR l’amore per le soluzioni eteree che rimandano a Cocteau Twins e Portishead. Intrecci elettronici e schitarrate fanno crescere Fall Down, mentre le inquietanti tastiere di Brian Aronow, in un elegante connubio con la delicata voce della Ramani, danno vita a The Letter. Meno ispirata la parte finale, con qualche pezzo già sentito (And it Never Ends) e qualcuno decisamente troppo insipido (Faces).

Complessivamente, Jinx è un buon debutto, estremamente coerente con il percorso musicale dei Crumb, ma gli manca ancora la spinta in più per diventare un lavoro memorabile. I Nostri hanno sicuramente delle ottime potenzialità, e, probabilmente, nella loro crescita riusciranno ad eliminare i momenti di ripetitività. Per ora, risultano piacevoli ma non esaltanti, nonostante il buon numero di spunti interessanti.




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