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La storia dell’avant jazz

Conversations Vol. 1 è il nuovo album  degli eccellenti artisti statunitensi Cooper-Moore, pianista compositore ed il sassofonista Stephen Gauci. In uscita il 18 settembre 2020 per 577 Records, il disco è stato registrato nel leggendario studio Sear Sound.

Due musicisti profondamente immersi e protagonisti dell’impresa perfettamente riuscita di realizzare la dimensione artistica unica per cui le parti musicali separate si fondono nella nascita di un insieme straordinariamente affiatato ed omogeneo.

La lunga esperienza combinata di Moore e Gauci abbraccia tre generazioni, si tratta di artisti che da diversi decenni “scrivono” la storia dell’avant jazz. Le radici della performance di Cooper-Moore nel regno della musica avant jazz risalgono all’era del Loft Jazz di New York della prima metà degli anni ’70, dove iniziò a suonare con William Parker, David S. Ware e Bill Cole. Stephen Gauci, il più giovane fra i due, è arrivato a New York nel 2000, e con artisti del calibro di Kris Davis e Nels Cline, è progressivamente diventato un esponente della nuova avanguardia degli improvvisatori emergenti della scena musicale jazz a New York City.

Tra loro non c’è stata alcuna necessità di pianificazione compositiva e nessun momento di discussione, la fluidità del duo ha risuonato come se ogni nota avesse attraversato l’intera storia della musica riportandone i contenuti al suo interno.

L’inizio del disco poggia sui moti rotatori di un sax in evoluzione dinamica, gli accordi ribattuti sono come tappeti rassicuranti, trapezisti in avvallo sonoro; i passi di pianoforte sapranno anche accompagnare i vistosi richiami di sax ancestrale, la nascita dei liquidi dialoghi che cominciano tra i due, supponenti ma mai competitivi, al contrario, complici e in qualche modo esemplari, poggiano su un’alchimia a lungo e in grande misura spesso solo immaginata ai più, ma qui, in questo disco, come poc’anzi scritto, mirabilmente realizzata: sei movimenti di grandezza esecutiva e spinta emotiva che si fondono e si compiacciono, l’impasto che ne deriva è uno dei più godibili, ci si trastulla, in questo tempo indeterminato e felice.




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