Un ritorno agli anni Ottanta con Clemix

La cantante belga Clemix è uscita il 7 di febbraio u. s. con un nuovo Ep dal titolo Non Merci (No, grazie!, le cinque tracce che vi sono contenute sommano meno di venti minuti di ascolto musicale).

Clementine Collette (è il nome all’anagrafe di Clemix), che ha debuttato con l’Ep Discobar, (Vinyl & Digital / Ottobre 2017), definisce se stessa ironica, arrabbiata, spontanea, forte di una  lunga esperienza scenica. Il nuovo lavoro discografico, composto, scritto, registrato, arrangiato e prodotto interamente dalla stessa artista è stato pubblicato su CD e in digitale in completa autoproduzione.

I cinque brani (Le pretexte, C’est commun, Mauvais plan, Motherfucker e Rien du tout) propongono un mix tra pop leggero e musica elettronica, il tutto proposto in maniera singolare e danzante.

Tutte le canzoni ritmicamente appaiono molto vicine a ciò che solitamente si balla in discoteca, certo però non hanno lo spessore del funk e del blues – soul di qualità.

Che dire di questo disco? Sui social la cantante di Bruxelles definisce la sua musica come una amalgama tra Hip-hop, elettronica, canzone francese e disco punk. La definizione appare congrua solo in parte, sicuramente il secondo Ep della belga non aggiunge nulla di nuovo al panorama musicale internazionale. Scialba e insipida, incolore e insapore sono solo alcuni degli aggettivi che sembrano definire questa musica con più precisione. Il suo è un pop fin troppo gioiosa dal sapore di zucchero filato. Nessun elemento di novità e di originalità, peraltro, è dato intravvedere in questi brani algidi ed effimeri destinati ad essere ascoltati solamente sulla pista da ballo, per essere ben presto dimenticati. Se non altro si salva la sua voce chiara e la propensione a realizzare melodie inebrianti.




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