Fantas Variations: le variazioni sul tema di Caterina Barbieri

Se nel 2017 la piacevole fusione fra elettronica progressive e post-minimalismo di Patterns of Consciousness aveva portato Caterina Barbieri fra i nomi di punta della scena internazionale, è solo nel 2019 che arriva la consacrazione definitiva per merito di Ecstatic Computation, un lavoro che esplora il territorio dell’ambient trance e mostra la piena maturità dell’artista di base a Berlino.

Partendo da una piccola gemma di quell’album, la traccia d’apertura Fantas, nasce il nuovo ed ambizioso lavoro della musicista italiana, Fantas Variations, in uscita il 2 aprile 2021 per Editions Mego. Come suggerisce il titolo, si tratta di una serie di rielaborazioni del brano ed ognuna di esse presenta una collaborazione diversa, scacciando sin dal principio lo spettro della monotonia.

Il brano originario, un elegante unione fra trance e minimalismo, cambia pelle di volta in volta. Il punto di partenza è Fantas Variations for Voices, un mantra uscito da un’altra epoca, un coro profano dal sapore cinquecentesco, sapientemente interpretato dal trio Lyra Pramuk, Annie Garlid e Stine Janvin, diretto da Evelyn Saylor.

Ma basta poco per permeare l’atmosfera di un’intensa pressione oscura: in Fantas for Saxophone and Voice il sax di Bendik Giske ricrea trame minimali in grado di legare tradizione ed innovazione, fra vecchia e nuova scuola.

Il clima si annebbia ulteriormente con le sonorità drone dei tetri organi di Kali Malone in Fantas for two Organs, una litania sepolcrale pregna di poeticità, mentre la chitarra eterea e certosina di Walter Zanetti riporta la luce in Fantas for Electric Guitar.

Menzione necessaria per Singeli Fantas, fra i momenti più riusciti dell’album ed importante occasione per Jay Mitta di dare giustizia al singeli, genere nato in Tanzania caratterizzato da frenetiche sonorità EDM.

Fantas Variations mette in mostra tutta la creatività e la determinazione di Caterina Barbieri, sulla quale è lecito non avere più dubbi sia come musicista che come compositrice. Un lavoro di questo genere dimostra, infatti, una totale presa di coscienza delle proprie capacità e degli obiettivi da raggiungere, com’è evidente anche dalla scelta delle collaborazioni, accorta ed intelligente.

Una durata leggermente eccessiva non permette di godere pienamente sin da subito del lavoro mastodontico che c’è dietro l’album, ma una volta scardinato il muro del minutaggio è facile addentrarsi nel mondo di Fantas Variations.




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