Years to Burn: un viaggio di sola andata per il Tennessee

Quattordici anni dopo l’Ep In the Reins, il sodalizio fra Calexico e Sam Beam, meglio noto come Iron & Wine, riprende forma con l’album Years to Burn, in uscita il 14 giugno 2019 per City Slang.

Un ritorno di fiamma nella maniera più coerente possibile, che porta con sé la proposta musicale che tutti si aspetterebbero da una loro collaborazione: il folk emotivo ed intimo di Beam da una parte, le atmosfere alt-country e tex mex del gruppo di Tucson dall’altra.

Il risultato, per quanto forse scontato, non può essere altro che una mezz’ora abbondante di piena serenità e libertà emotiva, un po’ retro, un po’ paesaggistica, legata al contesto in cui l’album è stato partorito, ovvero al Sound Emporium di Nashville, capitale di uno stato tanto suggestivo quanto ermetico come il Tennessee.

Il clima di freschezza e tranquillità si respira già dopo pochi secondi, dall’inizio del primo brano, What Heaven’s Left, in cui le trombe respirano a pieni polmoni, si liberano ed urlano al vento tutta la loro potenza mascherata in un elegante intreccio. Father Mountain è una preghiera folk in cui la tenera voce di Sam Beam si sposa alla perfezione con un’atmosfera a tratti bucolica.

Lungo il percorso delicato di un fiume l’ariosa dolcezza di Follow the Water è un mantra irresistibile, interrotto dall’ecletticità di The Bitter Suite, brano diviso in tre atti, Pajaro, Evil Eye, Tennessee Train. Fra saliscendi oscuri e riflessivi, arpeggi presi a calci da chitarre, prima della definitiva pace dei sensi, il risultato è sicuramente il momento migliore dell’album. C’è anche spazio per la crepuscolare title-track, perfetta colonna sonora per una serata passata su una balla di fieno ad osservare la morte del giorno, meditando sulle dinamiche dell’esistenza.

Complessivamente, Years to Burn è un lavoro non memorabile, ma che porta una ventata di freschezza nella discografia dei Calexico, reduci dall’ultimo passo falso The Thread That Keep Us. La collaborazione con un Sam Beam in grande spolvero, forse la vera anima di quest’ultimo lavoro, ha portato sia delle idee nuove sia un ritorno di ispirazione notevole, com’è evidente da diversi momenti più che interessanti nell’album.

Sarebbe interessante un’ulteriore evoluzione di questo percorso, magari con un nuovo progetto in cantiere. Non ci resta che attendere.