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Killers Like Us: il noise rock che incontra il noir

Il progetto Buñuel (esplicita dichiarazione d’amore al celebre regista spagnolo) debutta nel 2016 con l’album d’esordio A Resting Place for Strangers ed ha tutte le sembianze del “supergruppo”, termine che vuol dire poco e nulla ma che in questo caso ben sintetizza il curriculum dei nomi in gioco: Eugene S. Robinson, Pierpaolo Capovilla, Xabier Iriondo e Franz Valente.

Per il terzo capitolo, Killers Like Us, in uscita il 18 febbraio 2022 per Profund Lore, si aggiunge Andrea Lombardini al posto di Capovilla, ma rimane sostanzialmente immutata la materia musicale: noise rock senza compromessi dalla forte carica sperimentale; d’altronde non è un caso che nella press siano richiamati Jesus Lizard, Shellac, Swans e ovviamente Oxbow, il gruppo di Robinson.

In apertura è l’industrial di Hornets a creare un’atmosfera noir, probabilmente la vera protagonista dell’album, che mantiene costante una tensione ben rappresentata dalla copertina, il primo piano di una pistola, e dall’evocativo titolo (Assassini come noi). Il noise rock si affaccia prepotentemente nelle sfuriate di When God Used a Rope, che fra schitarrate angolari e una sezione ritmica a dir poco esplosiva si qualifica come uno dei brani più intensi del disco.

It’s All Mine è un blues destrutturato di Beefheart-iana memoria che ben si lega alle allucinazioni evocative della successiva Crack Shot, mentre nella seconda parte del disco spiccano When We Talk e la conclusiva Even the Jungle, i due pezzi più lunghi dell’album: il primo è un’angosciante mantra ricco di incubi e tormenti, in cui la voce di Robinson sembra declamare versi per poter allontanare le ombre ricreate dagli strumenti, cadenzati in una violenza nascosta, opposta agli altri brani del disco; il secondo si pone sulla falsa riga di When We Talk, ma accentuando la componente mistica e, a tratti, psichedelica.

Killers Like Us è probabilmente il miglior disco dei Buñuel, che riescono a svincolarsi maggiormente dalle esplicite influenze e a trovare un sound più personale. Nulla di nuovo all’orizzonte, ma sicuramente una chicca imperdibile per gli amanti del genere, che non rimarranno delusi dalle indiscutibili capacità dei componenti del gruppo.




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