Connettersi con BPMoore attraverso la sua musica

Dopo l’esordio con Komorebi, il compositore e polistrumentista londinese Ben Moore in arte BPMoore torna a pubblicare per Rhodium, l’etichetta discografica di Brooklyn, fondata dalla pianista e compositrice Anna Yarbrough.

If I Don’t See You Again, fuori il 30 luglio 2021, è caratterizzatodal dialogo tra strumentazione elettronica e acustica. Moore sviluppa così la sua idea di connessione, permanenza e transitorietà, arrivi e partenze, mutamento e immobilità, e lo fa trasformando in musica i temi del movimento e dei momenti fugaci alimentando una storia più ampia di amicizia, percorsi neurologici e differenza di percezione che ognuno di noi sperimenta.

Il secondo Lp di BPMoore è caratterizzato da pianoforti morbidi e parti di batteria complesse che creano un piacevole gioco di contrasti per un lavoro nel quale convivono neoclassica ed elettronica.

Brani come Hold Your Own si rivelano dei passaggi cinematografici disegnati dalle morbide linee del piano e dalla batteria che suona dritta e precisa. Un brano che annovera le suggestioni orchestrali alla Ólafur Arnalds con un lessico jazz alla Portico Quartet.

Una trama sognante ma allo stesso tempo malinconica è quella disegnata dagli archi e dal piano in Paid Respects, un continuo rincorrersi tra delicate progressioni e il minimalismo espressivo del piano esaltato dalla sontuosità degli archi.

L’album vive di giochi di luci e ombre, dinamiche in crescendo come nel caso di A Product of the Environment, sviluppata a partire da poche e soavi note del piano fino ad accogliere la magnifica imperiosità degli archi e della batteria per una traccia dal carattere romantico. In stile drum and bass la batteria di Call Ended segna lo scorrere degli archi che arricchiscono di pathos una composizione struggente vivacizzata dall’avvincente ritmica.

Transcend ben rappresenta tutto quello che si può trovare in If I Don’t See You Again: le trame cinematografiche degli archi accompagnano l’incantevole suono dell’hangdrum, il minimalismo del piano e gli sprazzi drum and bass dettati dalla batteria per dare vita ad un brano da un crescendo inebriante.

If I Don’t See You Again è un disco incredibilmente poetico, dettagliato e completo, che vive di momenti lenti e sognanti ed altri più tirati ed orchestrali. BPMoore è riuscito a tirare dal cilindro il coniglio magico interconnettendo ogni elemento e riuscendo a dargli il giusto spazio e la giusta importanza.




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