Bowrain: l’importanza della musica dal vivo

Nuovo progetto per Tine Grgurevič in arte Bowrain: 2020 Seconds ALive, in uscita il 23 aprile 2021, è un album registrato durante un concerto al Kino Šiška di Lubiana.

Nel 2018 Grgurevič dopo aver sostituito il chitarrista dei The Brothers Moves On, il pianista sloveno rimase piacevolmente colpito dalle sonorità del gruppo sudafricano tanto da provare ad importare lo stile, la filosofia e la spiritualità del jazz dell’Africa meridionale in Slovenia.

Rigorosamente registrato dal vivo con un’orchestra di 14 elementi, 2020 Seconds Alive ci consegna un’esperienza evocativa e il meno filtrata possibile, dieci tracce che spaziano dalla musica classica moderna al jazz, includendo percussioni e folclore del vecchio continente.

Nei quasi dodici minuti di The Clock il pianoforte guida un dinamico e rigoroso crescendo armonico. Non appena entrano gli archi, la suite diventa un gioco a due, un vortice debordante di melodie nel quale il dialogo tra gli strumenti crea un fluire malinconico per una traccia di musica classica contemporanea dal forte carattere.

Nella successiva I Don’t Believe Bowrain costruisce un tappeto magnetico sfruttando l’ipnotico ripetere degli accordi del piano e degli archi sul quale lo sloveno  ripete ossessivamente l’unica frase del brano, I Don’t Believe, come un vero e proprio mantra. Il finale è un inarrestabile connubio tra classicismo ed elettronica.

Back To (the) Nature è un cocktail dissetante di jazz e afrobeat. La tromba e il fender rhodes sono liberi di destreggiarsi sulla traccia infondendola di calore.  La voce baritona alla Nick Cave funge da collante tra i vari elementi, una festa di suoni dallo stile inconfondibile.

Un  canto tribale apre le danze di Enter The Bow. Un rituale scandito dalle parole lente e incisive che s’incastrano in un caos ordinato. Ogni strumento si prende il proprio spazio diventando a turno i protagonisti della scena.

In una fase storica nella quale i concerti ci mancano come il pane, 2020 Seconds ALive è un’ottima esperienza da poter vivere anche chiusi in camera. Bowrain fa frutto della lezione dei The Brothers Moves On per  inglobare nella propria musica il jazz sudafricano e riproporlo in maniera personale. Gli undici brani evidenziano le ottime capacità compositive dello sloveno oltre alle qualità di direttore d’orchestra.




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