Passo falso per Bastian Baker

Le canzoni di questo full lenght, pubblicato il 26 ottobre 2018 via Swiss Mafia, sono leggere leggere, quasi inconsistenti, e sfociano inesorabilmente nell’immenso superfluo mare del mero intrattenimento musicale.

Giunto al suo quarto album che ha per titolo semplicemente il suo nome d’arte (il suo vero nome è infatti Bastien Kaltenbachè ed è nato a Losanna, Svizzera, il 20 maggio 1991), Bastian Baker, il tre volte disco di platino ed ex promessa dell’hockey, si conferma interprete di un pop consumato, con poco mordente, decisamente già sentito.

E dire che lo svizzero dice di essere stato un assiduo ascoltatore di Simon & Garfunkel, R.E.M. Queen. Saremmo curiosi di sapere dove sono andate a finire le influenze citate, se di influenze si tratta, dato che nella sua musica non vi è traccia di esse…

Stupisce, peraltro, l’indicazione contenuta nei social circa il genere musicale frequentato da Baker. Su facebook esso viene definito Folk-Rock, indicazione, a parere di chi scrive, quantomeno fuorviante. A livello di songwriting, peraltro, Bastian Baker non sarebbe neanche tanto male, se le canzoni avessero un involucro strumentale più consistente, arrangiamenti di maggior impatto e un diverso spessore interpretativo.

La nostra pretesa, lo sappiamo, sarebbe che il nostro cambiasse completamente i connotati della propria musica ma ciò, sappiamo anche questo, non è possibile; il nuovo album di Kaltenbachè, il livello di pulizia del suono e di accuratezza della supervisione artistica che è possibile riscontrarvi, e canzoni come il singolo Stay, All around us, Love on fire, So low, e cosi via, potranno trovare comunque gradimento da una parte, tra coloro che ascoltano musica solo in maniera molto distratta magari la domenica mattina al supermercato, mentre fanno la spesa, dall’altra tra coloro a cui basta ascoltare una melodia orecchiabile per dirsi soddisfatti di ciò che stanno ascoltando.