Olec Mün presenta su Radioaktiv “Jetty”, il secondo singolo che anticipa l’uscita di “Reconciliation”.

Reconciliation è un’opera pianistica composta da Olec Mün per guarire le ferite ereditate dalla guerra, dalla persecuzione e dalla segregazione. Nipote di quattro profughi ebrei fuggiti dalla Seconda Guerra Mondiale ed emigrati in Argentina, è il primo in due generazioni a ritornare in questa parte del mondo, sulle tracce della storia della sua famiglia. Ottant’anni dopo, torna in Europa e il progetto Reconciliation emerge come una necessità della sua anima. L’album è il risultato delle sue radici, del suo passato, della sua memoria che si trasformano attraverso la composizione.
I brani di Reconciliation hanno una storia personale e universale e scatenano sentimenti profondi ed empatici. Un piccolo e delicato universo di brani di solo piano che diventano un messaggio potente. Registrata su un pianoforte verticale, la musica trasmette un profondo senso di intimità, di rinnovata appartenenza.

Nel 1938, i nonni di Olec Mün fuggirono dal regime nazista e dalle sue atrocità. L’Europa, che rappresentava la loro casa, un bel giorno decise di espellerli. Dora perse i genitori, gli zii e una sorella ad Auschwitz. Richard perse i suoi zii e i suoi cugini. Jetty perse i nonni e gli zii e Freddy gli zii e le zie. I suoi quattro nonni hanno iniziato una nuova vita in Sud America. Si stabilirono in Argentina dove ebbero l’opportunità di nutrire nuove radici. Ma le ferite provocate dalla guerra e dalle persecuzioni sono state ereditate dai genitori di Olec Mün, dai suoi fratelli e da lui stesso. Sentimenti di rabbia, angoscia, senso di colpa, ingiustizia e discredito. Impronte insopportabili, che non possono guarire nell’arco di in una sola vita. Attraverso la musica Olec Mün ha affrontato il suo dolore e riesce a fare un passo avanti: trovare la pace dentro di esso. Non per cancellarlo, ma per dargli una nuova dimensione, un nuovo significato. Questa trasformazione è molto presente nei brani dell’album, che ci portano a dimensioni malinconiche, fragili, sognanti, dolorose.

Reconciliation è un umile tentativo di lasciarsi andare, con consapevolezza e profondità. Questo accresce il potere della musica che non solo è in grado di guarire, ma anche di portare messaggi positivi e importanti trasformazioni. Con le sue stesse parole:

“In today’s world, the idea of the Other as a threat is growing every day. And if we decide to zoom in, we will find a potential conflict motivated by a false idea of hate, fear and separation. “Reconciliation” is not only about my personal story. It is a call for hope and love, for unity and encounter. Reconciliation is an opportunity to heal wounds and thrive into a more evolved and transcendent humanity.”

L’album è strutturato in due parti: “Songs for my Ancestors” e “The Refugee’s Journey”. Nella prima parte, il compositore rivisita le storie dei suoi quattro nonni. Ogni canzone prende il nome di ognuno di loro: Richard, Dora, Freddy e Jetty. In Richard sentiamo il bisogno di un’ouverture, un luogo sicuro in cui immergersi per affrontare ricordi dolorosi e difficili.

Con la composizione Dora il pianista danza con i ricordi:

“When I was composing this piece, I read the letters she received from her family after her emigration to Argentina. She had to leave her parents and her sister in Germany, since there was only money for one of the family to travel. The letters are heartbreaking. The first ones carried hope in them, wishing they would find the way to travel to Argentina as well, hoping the war would end soon. But as the dates advance, they are obliged to exile to Poland, and gradually everything is taken away from them. In the last letters received by my grandmother, the words are almost unbearable. I could then see her pain, feel her guilt. I tried to think how my personality would be transformed if I had to abandon my whole family and be a witness of how they slowly disappear. I could then understand her anger and her ways of dealing with such pain. It was compassion what drove me in this song. My father told me that even in her last days of life, lying in bed, she cried for her parents and her sister, asking for forgiveness. When I play this piece, I feel I help her liberate from such terrible guilt. It is a piece in which I leave a concrete space for improvisation. Sometimes anger comes out, sometimes relief and gratitude. Every time, something new emerges like waves on the shore.”

Il brano Freddy è arricchito dalla voce reale di suo nonno, che forma uno strato particolarmente emotivo, che ci àncora al vero. Jetty chiude la prima parte dell’album ed è dedicata alla nonna austriaca del compositore:

“The day the melody finally came across, I sat before the piano and closed my eyes. I visualized myself sitting in front of Jetty’s black grand piano in the middle of her living room, in Buenos Aires. I have played that piano since my first years in this life. Every Saturday, like a religion, we would go and have lunch at her house, eating the most delicious food, playing the piano and running around her beautiful garden. So, I sat in a little practice room in Barcelona asking my grandmother’s piano to tell this story.”

“The Refugee’s Journey” è formato da quattro movimenti: Exile, New Beginning, The Calling, Reconciliation. I brani mantengono un’atmosfera intima e malinconica e ci guidano lentamente nell’intenzione di riconciliazione e di accettazione. Il senso di questi movimenti è condensato in queste parole tratte dai diari di Olec Mün:

“What does it take to forgive?
What do I need in order to keep going?
First, I look back with gratitude towards my ancestors for bringing me here.
I then search inside for the courage to face the pain.
I look out to accept and integrate the loose pieces, unknown but familiar.
I am standing here, looking at anyone who wants to look back at me.
My heart is out, I am the most vulnerable being in this room, but I choose not to hide it anymore.
I choose to trust, and I trust that you will choose as well, because you are also as vulnerable, you are also as afraid, and you too are willing to do what it takes to free yourself from your own slaveries.”

Olec Mün è pienamente in grado di trasmettere questa dimensione di amore e speranza nella sua musica e ci lascia con un rinnovato senso di coscienza. Durante la composizione dell’album nel 2019, si è recato nelle città natale dei suoi antenati in Germania e in Austria. Ha visitato le loro case, gli archivi e le biblioteche dei loro paesi di origine, che hanno rivelato informazioni sulla sua famiglia fino ad allora sconosciute. Da novembre 2020 Olec Mün presenterà il suo album Reconciliation partendo dai piccoli villaggi tedeschi e austriaci dei suoi nonni. Questo semplice ma potente atto ristabilirà i legami d’amore tra la sua famiglia, la sua gente e i luoghi da cui vennero così violentemente sradicati.

Il primo singolo Dora è uscito l’8 maggio, Jetty sarà presentato il 12 giugno, Exile il 10 luglio e New Beginning il 2 settembre. L’album completo uscirà il 25 settembre.

OLEC MÜN

Nato in Argentina nel 1985, Marcelo Schnock alias Olec Mün suona il pianoforte da quando aveva sei anni. Ha studiato jazz, musica folcloristica, armonia e composizione con insegnanti come Nicolás Guerschberg, Francisco Sicilia, Guillermo Romero e Paula Suarez.
Sempre alla ricerca di nuove sonorità e dimensioni interiori, Olec Mün ha nutrito la sua musicalità attraverso viaggi e studi in tutto il mondo. Le sue visite nel nord dell’India e nell’Africa occidentale hanno segnato un punto di non ritorno nella sua musica e nel suo modo di viverla. La musica, da allora, è stata da lui vissuta come un cammino di trascendenza.
Dopo aver partecipato a numerosi gruppi e progetti, nel 2018 Olec Mün ha pubblicato il suo primo lavoro solista intitolato SEPTENIO. Questo progetto è stato composto con l’uso di elettronica minimale e audio estratti dai video di famiglia di Olec. In SEPTENIO, il compositore rivisita i suoi primi sette anni di vita. Questo primo ciclo di sette anni è stato studiato dagli Esseni e dai Greci, in Antroposofia e numerose tradizioni, poiché è in questi primi sette anni che l’Anima si adatta al suo nuovo corpo umano nella terza dimensione. In settembre 2020 uscirà il suo album di piano solo
Reconciliation con Lady Blunt Records.

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