O son tornati gli ARTO!

Gli ARTO nascono a Bologna agli inizi del 2017 dall’incontro di quattro fra le menti più prolifiche ed eclettiche del panorama musicale attuale: Luca Cavina, bassista degli ZEUS! e dei Calibro 35; Bruno Germano dei Settlefish, produttore dell’acclamato Die di IOSONOUNCANE, nonchè uomo dietro alle macchine del Vacuum Studio di Bologna, luogo da cui e passato a registrare mezzo underground italiano (Zu, Massimo Volume, Julie’s Haircut, In Zaire, Fuzz Orchestra, Ornaments, La Quiete, Settlefsh); Cristian Naldi, chitarrista dei Ronin e Fulkanelli; Simone Cavina, batterista di IOSONOUNCANE, Junkfood e Comaneci.

Nel marzo dello scorso annosi son fatti conoscere con Fantasma, il debut album composto da otto tracce spettrali e apocalittiche, tratteggiando una scena dark-ambient con cura meticolosa degli arrangiamenti e delle code infinite a corredo d’ogni pezzo.

Il 2 ottobre 2019, ad un anno dal primo disco, gli ARTO hanno pubblicato un nuovo lavoro: O, nuovo Ep sempre targato Dischi Bervisti / Sangue Dischi, in cui testimoniano il loro stato di salute .

L’Ep si compone di due lunghe tracce strumentali: EN, dove gli intrecci di chitarra vanno in crescendo e la batteria si esalta e diventa devastante sul finale e In Limine, primo brano in assoluto mai scritto dal combo bolognese, una suite di circa nove minuti tra chitarre stridenti e un sound spettrale, di certo non meno ansiogena rispetto alla prima traccia ma sicuramente meno dinamica.

L’O rappresentato in copertina simboleggia una circolarità, una musica che si ritrova in un eterno ritorno, tra fragori melodici ora, e dissonanti poi, tra chitarre, basso e synth con una particolarità viscerale: l’inquietudine più noir, tra lo psichedelico e il krautcore, che suscitano sicuramente nell’ascoltatore un solenne stato ansiogeno, specie se l’Ep lo si ascolta in macchina di sera.

Quanto turbamento mescolato all’angoscia proveranno? O, questo modo di esprimersi e far musica, sarà un modo per far scivolare via ogni tormento? Chissà!

Quel che è certo è che l’Ep invoglia proprio ad ascoltare gli ARTO dal vivo.