Il read’n’rock degli Amelie Tritesse

Amelie Tritesse è un progetto italiano fatto di parole e suoni, voci e strumenti, storie e canzoni: una sorta di mix di read’n’rocking, intriso di alt rock, garage, post punk e indie folk. E tutto accade mentre le parole pronunciate incontrano le canzoni e l’Italia incontra l’Inghilterra.

Sangue di Provincia uscito nel Settembre 2018 e prodotto dagli Amelie Tritesse, gruppo di read’n’rock di Teramo, è album di lucida denuncia attraverso una grottesca e semi allegra presa di coscienza decameroniana sul degrado dello scibile umano: “Parole che diventano storie. Suoni che diventano canzoni. Strumenti elettrici e aggeggi sintetici. Per il secondo album la band sfodera 10 pezzi che hanno il sapore acre della provincia. Un read’n’rock dalla tripla A. Come le pile mini-stilo, l’annuncio su un giornale, la trinità divina medievale, l’aneurisma dell’aorta addominale: acerbo, abrasivo, amorevole.

I pezzi Son of Italy e Cristo fra i muratori sono liberamente tratti dai romanzi Son of Italy (1924) di Pascal D’Angelo e Christ in Concrete (1939) di Pietro Di Donato.

Singolare la storia della title track il cui testo è stato costruito smontando e riattaccando le parole utilizzate da 21 giornalisti nelle recensioni del precedente album del gruppo, Cazzo ne sapete voi del rock and roll.”

Dal tema triste e quasi sarcastico de Le Confessioni si assiste ad una serie di dinamiche e di relazioni che si rivelano pian piano realistiche storie umane, fatte di brandelli di esistenza ai margini della provincia, in tutte il testo scandito narra e si appoggia su arrangiamenti davvero ben articolati.

La città e le sue contraddizioni sociali esplorate senza tralasciare alcun dettaglio suggeriscono il ritmo di vita di una nazione intera, dove spiccano per contrasto un lucente orgoglio e l’appartenenza alla propria terra, fatta di sofferenza resistenza che propriamente si traducono in forza.

Cenni di nostalgia noia e sfilacciamenti emotivi, la promiscuità dei rapporti mercenari, l’assunzione di stupefacenti conditi di orrore incredulità, qui lo smarrimento del vivere è paradossalmente narrato vivacemente, con grande energia, perché ardendo possa colpire e venir colpito ed estinto, chissà.




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