La musica incontra le gallerie d’arte

Parafrasando von Clausewitz La Prosecuzione Della Poesia Con Altri Mezzi è il bellissimo titolo del nuovo album di Alex Cremonesi uscito il 15 novembre 2019 per Riff Records, disco che coinvolge sia artisti della generazione di Cremonesi, autore musicale e letterario, che artisti più giovani, della scena elettronica attuale, riuniti per dar vita ad un progetto legato alle modalità tipiche dell’arte contemporanea, pensato sia per l’ambito discografico che per installazioni e performance nelle gallerie d’arte.

Fondatore e membro dei La Crus, con i quali ha realizzato 8 dischi e ottenuto riconoscimenti quali la Targa Tenco, il Premio Italiano della Musica, il Premio Ciampi, e molti altri, (mettendo d’accordo, per una volta, pubblico e critica) Cremonesi realizza diverse incursioni nel campo della video arte e numerosi progetti come autore dei testi. È autore del manifesto poetico di #OP17 – Opera dello Svelamento, Conoscenza e Rinnovamento delle acque del Lago di Molveno 2017 – da dove prende le mosse il Collettivo OP, del quale Alex Cremonesi fa parte insieme a Luca Lagash, MOG, Paolo Grigolli e Thomas Böhm.

La forma canzone si evolve e si addentra nei territori della psicanalisi insieme a 36 tra gli artisti più creativi della scena musicale italiana che hanno condiviso lo stesso tipo di attitudine e curiosità nello sperimentare, un progetto elettronico, evoluto, agli interpreti vocali è stato chiesto di individuare uno tra cinque brevi testi che hanno come tema la psicanalisi, la scelta della tonalità e della linea melodica sono stati completamente liberi.

Il materiale sonoro pervenuto elaborato in 17 tracce comincia nel nostalgico, stentato e ondulatorio Interstizio 2 che apre l’album; non si fanno attendere i versi  “Ho incontrato l’abisso..” all’interno della prima ballata Desiderio I che esplicita un dolore scanzonato e irriverente, disseminato e forgiato senza riserve, lo sviluppo tematico scorre e si sviluppa nelle tracce dell’album, dove l’impasto tra il cantautorato e il sinfonico pare possibile in Orfeo 2 e si fa concreto, battute ed attese sonore latitano senza risposta ma si fanno spazio, dondolano tra pulsioni ritmiche quasi cosmiche, in quel divenire che è mutamento, senza vincolo, e come poc’anzi scritto, consapevolmente di passaggio.