Solitario Solidale: l’omaggio di Adriano Viterbiniai suoi maestri

Si potrebbe definire Adriano Viterbini come un “tuareg del Bel Paese” senza fargli nessun torto: in pochi, anzi forse nessuno, in Italia ha saputo giocare con il blues in modo così convincente a cavallo fra culture diverse, che partono dalla formazione occidentale più classica e arrivano nei territori del tishoumaren dell’Africa nord-occidentale, un genere che sta prendendo sempre più piede anche in Europa grazie a musicisti quali Bombino e Mdou Moctar.

Viterbini si colloca in mezzo a queste influenze e vanta una carriera di tutto rispetto, che parte dal suo progetto storico, i Bud Spencer Blues Explosion, con cui si è addentrato anche nel campo del punk blues tanto caro agli storici Gun Club, e arriva ai più recenti I Hate My Village, una delle poche realtà italiane a reinterpretare l’afrobeat e il rock psichedelico.

In mezzo a tutto ciò, una carriera solista che l’ha portato a numerose collaborazioni e al suo picco, Film O Sound (2015), una dichiarazione d’amore al blues a tutti gli effetti. Ancora una volta la fascinazione per il mondo africano fa d’ispirazione per il nuovo Ep Solitario Solidale, in uscita il 6 maggio 2022 per Hyperjazz Records. Infatti, un ruolo fondamentale nella scrittura l’ha avuto il ngoni, strumento a corde dell’Africa occidentale, donatogli dal musicista Mamah Diabatè.

Concepito tramite la collaborazione di Marco Fasolo, anche lui membro degli I Hate My Village oltre che dei Jennifer Gentle, il disco è composto da solo tre pezzi, per una decina di minuti scarsa di musica.

Il primo pezzo, l’unico scritto da Viterbini, è Trash of Europe, un dialogo serrato e ritmato fra la le percussioni di Corey Wilhelm e il blues psichedelico di Viterbini. Se il ponte fra culture è accennato già dai ritmi tribali del brano, è con The Homeless Wanderer che arriva un’esplicita dichiarazione d’amore per la cultura africana. Il pezzo, infatti, è una cover della pianista etiope Emhaoy Tseguè-Maryam Guèbrou, in cui a far da protagonista sono le trame intricate ed afose dello ngoni. Chiude Plain & Sane & Simple Melody, cover di Ted Lucas, musicista statunitense dalla storia travagliata e sfortunata, avendo pubblicato un solo album omonimo nel 1975 ed essendo stato riscoperto solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1992. In questo caso, il folk psichedelico della traccia originale si lega a cori gospel e blues acido.

Solitario Solidale è un omaggio interessante alle influenze musicali di Adriano Viterbini, che riesce a dare vita in tre brani ad un breve riassunto della sua carriera, in attesa di un nuovo album.




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