Musica d’altri tempi per i Welcome inside the brain

Al giorno d’oggi, un numero incredibile di bands propone misture musicali forse non proprio di moda ma certamente ricche di fascino perché legate a sonorità e generi vintage oggi un tantino in disuso ma un tempo molto apprezzati da una nutrita platea appassionati. Allo stesso modo, tali sonorità e generi hanno la capacità di riportare indietro l’ascoltatore a quel periodo della storia della musica rock del quale molti sentono la nostalgia e in cui si ascoltava un pop fervido di grande creatività e di sperimentazioni che hanno tra l’altro determinato la nascita di generi musicali come il progressive, la psichedelia e il cosìddetto “hard rock”.

I Welcome inside the brain sono appunto una delle bands che hanno costruito la propria cifra stilistica su certa musica d’altri tempi. Tedeschi di Lipsia, i componenti di questo gruppo strepitoso sono Frank Mühlenberg (Voci), Georg Spieß (chitarre), Johann Fritsche (tastiere), Paul Lapp (basso), Hans Otto, (batteria). Sono tutti musicisti preparati e di sicuro talento e oggi escono anche nel nostro paese con il loro nuovo lavoro, Queen of the day flies, uscito per Tonzonen Records.

L’album, che comprende sette pezzi per circa quaranta minuti di ascolto musicale, ci è parso trascinante quanto basta per essere ascoltato tutto d’un fiato. Convincente e fresco, molto spesso orecchiabile, sempre ben suonato, provate ad ascoltarlo attentamente: i brani che esso contiene risentono fortissimamente dell’opera di gruppi come Procol Harum e Pink Floyd, di generi come il beat dei tardi sixties e soprattutto del progressive inglese che ebbe larga fortuna fin oltre la metà degli anni Settanta del secolo scorso, della psichedelia e perfino del rock duro di gruppi come Led Zeppelin e Deep Purple. Canzoni che fanno parte di Queen of the day flies come Baptist Preacher, Naked Philosopher, Broken Record, Queen Of The Day Flies, ne siamo certi, sono potenzialmente in grado di spopolare anche in Italia.