I The Zen Circus mi ricordano perchè vado ai concerti.

Venerdì 14 giugno al Circolo Magnolia di Milano, i The Zen Circus erano davvero in splendida forma, dimostrandocelo con il loro live, una delle loro date estive. Un caldo afoso, un Magnolia gremito, belle le luci di palco, Appino e Ufo che si prendono in giro a vicenda tra un pezzo e un altro. Un clima festoso, un clima denso di energia.

Ritmo incalzante, come le chitarre degli Zen, si parte con: “Mi son svegliato con il sole…” la Terza Guerra Mondiale è in atto. Con Catene inizia a venire giù la pioggia, si canta tantissimo, si poga, Andate tutti Affanculo è un inno, un mantra, un atto di liberazione, mentre la provincia crea dipendenza e siamo tutti qualunquisti, guardiamo Sanremo dalla terrazza sul mare sino al centro sociale e a vent’anni avevamo sonno. Si ripercorrono i vent’anni di musica del Circo Zen. Non mancano i momenti di commozione, la pioggia che scende, ci rinfresca mentre L’Anima non conta, ci bagna gli occhi.

Un live ben strutturato, due ore al cardiopalmo, e non solo perché sono una delle mie band preferite. Un pubblico estremamente variegato, e anche se alzavano le mani al cielo senza motivo, l’ho apprezzato lo stesso.

Il fuoco non è solo in una stanza, adesso è nell’intero Circolo, è sul main stage. Sono i The Zen Circus, che con tagliente sarcasmo e pungente ironia, cantano dell’Italia, dell’amore, dei sentimenti, fino a spaccarti due o tre denti, ma intanto tu canta che ti passa, perché hai la democrazia dentro al cuore, ma l’amore è una dittatura. Eccola di nuovo la pioggia, che rende l’atmosfera elettrica è come un Deus ex machina provoca una sorta di catarsi. Quando arrivano gli Zen inizia la festa, una grande festa. Quanto sono ganzi gli Zen che mi ricordano perché sono qui, Viva. 

Vivi si muore, ma per stasera no.