Kitchen Leg Records e Light Item: DIY e visioni fuori asse.
Kitchen Leg Records e Light Item condividono un’attitudine precisa: fare musica fuori dalle logiche di mercato, seguendo istinto, gusto personale e urgenza espressiva.
Due percorsi diversi ma complementari: da un lato l’estetica DIY come pratica quotidiana, dall’altro la ricerca costante di suoni “altri”. In mezzo, una visione comune, quella di un’indipendenza reale, fatta di passione e totale libertà.
![]() Kitchen Leg Records Kitchen Leg Records è un’etichetta per metà canadese e per metà italiana, con sede a Berlino, specializzata in cassette, che trae ispirazione dal D.Y.I., dai collage, dal dadaismo, dalle fanzine, dalla mail art, dall’estetica e dalla filosofia “economica” dei Minutemen, dal movimento riot grrrl, dal punk, creando un ponte tra diverse culture e movimenti underground. |
| Come è nata l’etichetta e perché l’esigenza di una label personale. Kitchen Leg records (Klr) è nata dal semplice desiderio di pubblicare musica che ci piacesse (tantissimo), probabilmente un’idea a cui molti amanti della musica arrivano prima o poi. Quando abbiamo iniziato Klr vivevamo entrambi a Berlino da qualche anno, ed eravamo entrambi in gruppi e circondati da una miriade di musicisti, concerti e in genere belle situazioni, ma molto temporanee. E da lì l’idea che molti gruppi e artisti che trovavamo davvero magnifici non avessero mai l’attenzione che meritassero, e allora volevamo provare a dargliela noi. Credo che una delle ispirazioni di Klr sia stata Boring Machines, che nel 2013 fece uscire il primo disco del progetto solista di Federica, DuChamp. Nonostante Boring Machines sia poi diventata un’etichetta quasi di culto, di fatto è sempre stata gestita in modo completamente indipendente da una persona (Onga!) che seguiva solo il suo gusto personale per la musica e la propria personalissima visione e non i diktat di mode passeggere o di cosa avrebbe potuto vendere di più. Dopo anni il suo catalogo rivela un lavoro monumentale. Anche se musicalmente siamo molto diversi, l’idea di produrre solo quello che ci piace e di farlo in modo indipendente, senza fondi o finanziamenti da terzi, è sempre, e sarà sempre, fondamentale per noi. Abbiamo pensato alle cassette per una ragione economica e pratica, è qualcosa che si può duplicare in casa! Inoltre Andrew già’ faceva collages per varie mixtapes, per questo l’idea di unire i suoi collages con le cassette e’ arrivata quasi in automatico. Ci piace l’idea di una consistenza estetica, forse proprio perché le nostre uscite sono molto diverse l’una dall’altra. Questo però rispecchia il fatto che ascoltiamo musica molto varia, anche se qualcuno riesce sempre a trovare un trait d’union. Ci racconti come hai scelto il nome dell’etichetta e cosa vuole significare. Questo è un gran segreto! Qual è il disco prodotto al quale ti senti più legato e perché Amiamo al 100% ogni cosa che abbiamo fatto uscire, dalle cose più’ pop alle cose più ostiche, quindi, è difficile scegliere! Dopo un’uscita ne programmiamo sempre altre, quindi il nostro pensiero è sempre rivolto a qualcosa di nuovo. Per questo, ti direi l’ultimo disco, che abbiamo fatto uscire solo ieri (“Whau Whau” di SuperCheri). Un po’ perché è un 10“ ed era da anni che volevamo produrre qualcosa in questo formato, e finalmente l’abbiamo fatto. Un po’ perché è il disco che abbiamo portato in tour in Giappone, ed e’ stata un’esperienza magnifica. Un po’ perché il gruppo è una sorta di Breeders di Klr, siccome ogni membro suona in qualche altro gruppo dell’etichetta (anche se questo è abbastanza frequente, se non altro perché i gruppi si conoscono, suonano insieme spesso e si supportano l’un l’altro parecchio). E poi perché, semplicemente, è il gruppo in cui suoniamo entrambi! Un artista che ti piacerebbe produrre. Qualsiasi cosa che Steven Drozd voglia fare uscire, in qualsiasi costellazione, perchè è un genio e lo adoriamo. In questo periodo storico è meglio spingere il formato digitale o rivolgersi a una nicchia che acquista i formati fisici pur sapendo di non ottenere un grande ritorno economico? Al ritorno economico abbiamo già rinunciato da tempo :-)! Puntiamo al pareggio. Decisamente formato analogico, fa parte del nostro DNA e del nostro modo di ascoltare la musica. Essere in rete è imprescindibile e sicuramente fa arrivare la musica ad un pubblico più vasto che non potremmo intercettare altrimenti. Però il prodotto fisico, ha un’altra valenza: lo prendi in mano e ti ricordi di averlo comprato quel giorno, magari a quel concerto, c’è tutto un investimento emozionale che ascoltare un album in streaming non avrà mai (per dire: c’è più attaccamento emotivo agli mo3 scaricati illegalmente, almeno quelli te li eri cercati per bene!). Inoltre comprare un supporto fisico è anche un modo per supportare un gruppo, invece, come tutti sappiamo, piattaforme come Spotify di fatto derubano i musicisti della loro musica (e ora anche della loro identità) e, nel caso della sopracitata, sono pure complici di parecchie nefandezze. In generale, Klr ha un suo pubblico piccolo ma fedele, che ama i formati fisici, e viene ai concerti che organizziamo per godersi la musica come dovrebbe essere fruita, dal vivo. Progetti per il futuro. Continuare a produrre quello che ci piace! Ti possiamo anticipare che le prossime uscite saranno la seconda cassetta del trio post-punk Pieuvre, il terzo lavoro di Earth Logoff un fantastico duo che fa “musica dance apocalittica per il nuovo millennio” e poi la prima collaborazione con Las Migranas, un ottimo synth-punk electro duo di Berlino con cantato in spagnolo. E poi si vedrà. Sappiamo già che andremo a vedere un concerto prima o poi che ci lascerà folgorati… in genere comincia cosi! |
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![]() Light Item Light Item è un’etichetta di musica elettronica fondata nel 2015 da Rico (Uochi Toki) e Gec (The New Noise), che si distingue per la sua attenzione a sonorità marce, noise e sick-hop. Attraverso compilation e album, promuove principalmente nuovi talenti della scena elettronica italiana, creando un punto di riferimento cult per gli appassionati di sperimentazione. |
| Come è nata l’etichetta e perché l’esigenza di una label personale. Rico. L’etichetta nasce nel 2015 dalla necessità condivisa fra me e GecMegaBaita di creare un luogo, anche virtuale, dove poter mostrare tutte le realtà sconosciute e profonde che incontravamo. Ci racconti come hai scelto il nome dell’etichetta e cosa vuole significare. Rico.L’idea parte proprio dal concetto di oggetto virtuale che si mostra semplicemente come un oggetto di luce con il quale si può interagire, ascoltandolo. Il nome mi ha ispirato, in un momento di dormiveglia, la forma del logo, recentemente ri-editato da Burla22, nuovo acquisto del team Light Item assieme al paroliere Alfre’D, ora siamo in 4 a gestire la label. Qual è il disco prodotto al quale ti senti più legato e perché. Rico. Tutte le uscite hanno un loro peso e senso, recentemente Atramentum Solis ha convogliato energie che possono riguardare uscite singole in un unico maxi progetto: -la collaborazione con la label francese Solium, umana, musicale, attitudinale -l’incrocio fra produttori e mc di 5 continenti, realtà prima sconosciute le une alle altre -il mix seguito da Reeks -le grafiche seguite da Burla22 -il master curato con il sorriso da me -la realizzazione esecutiva (Serigrafie e Stampe) a cura di Yoan della Solium tutti elementi che aiutano a concorrere ad un risultato raro, difficile da trovare in forma anche solo simile in un ambito così specifico. Un artista che ti piacerebbe produrre. Rico. Mi faccio portavoce di tutta la Light Item rispondendo: “Ci piacerebbe trovare una persona che spacca e di cui non abbiamo mai avuto nessuna informazione precedentemente”. In questo periodo storico è meglio spingere il formato digitale o rivolgersi a una nicchia che acquista i formati fisici pur sapendo di non ottenere un grande ritorno economico? Rico. L’oggetto fisico si fa per dare una dimensione ulteriore all’uscita, trattando molto spesso nomi nuovi e sconosciuti è difficile raggiungere il quantum per far sì che abbia senso investire denaro ed in particolar modo energie/tempo/creatività in una release fisica, ci proviamo, a volte con l’aiuto delle stesse band\artist, il rischio non fare sold out anche con tirature piccole è forte. Progetti per il futuro. Rico. Tutte le volte che ne vedremo l’opportunità organizzeremo serate con artisti della Light Item ed alcuni di loro parteciperanno come ospiti ai prossimi concerti degli Uochi Toki in giro per l’Italia per aumentare la visibilità, nel limite delle nostre possibilità, ad artisti/persone/attitudini rare ed arricchenti. |
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Appuntamento al prossimo numero di Rapide!
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