Eklero e Slowth Records: musica sperimentale e di ricerca.

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Eklero

Eklero è un’etichetta romana fondata da Calogero Aquilina e Daniele Crocenzi con lo scopo di promuovere musica raffinata e anticonformista in tutte le sue forme. Dalle sonorità sperimentali alla musica elettronica d’avanguardia, passando per l’ambient fino alla techno, la label capitolina annovera nel proprio catalogo le proposte più interessanti ed “offbeat” della scena contemporanea incentrando  l’indagine  sulla sperimentazione di nuove e vecchie tecnologie fino ad ogni suo possibile utilizzo.

 

 

Come è nata l’etichetta e perché l’esigenza di una label personale.

Eklero nasce proprio dall’esigenza di una boccata d’aria fresca in un mercato saturo di sonorità e ritmiche prevedibili, il nostro tentativo è quello di dare all’ascoltatore una nuova esperienza musicale senza modelli o pentagrammi.

Qual è il disco prodotto al quale ti senti più legato e perché.

ColourWar è l’EP che ha dato vita a questo progetto, ancora oggi ascoltandolo lo sentiamo proiettato nel futuro e ciò ci rende molto orgogliosi.

Un artista che ti piacerebbe produrre.

Qualsiasi Artista che abbia qualcosa da esprimere attraverso le proprie sonorità e rispecchia la linea sperimentale che contraddistingue Eklero è l’artista che ci piacerebbe produrre.

In questo periodo storico è meglio spingere il formato digitale o rivolgersi a una nicchia che acquista i formati fisici pur sapendo di non ottenere un grande ritorno economico?

Considerando la musica che produciamo il mercato di nicchia è già la nostra unica opzione, ma il periodo storico in cui ci troviamo ed i numeri, ci continuano a spingere verso un mondo digitale dove tutto diventa sempre più freddo e piatto. Eklero tenta di riscaldarlo promuovendo la musica così come l artista l’ha concepita senza regole o schemi commerciali.

Progetti per il futuro.

Eklero è spinta da una continua ricerca sonora che la porta ad evolversi, mutare ma allo stesso tempo a mantenere una linea artistica ben definita e questo è il nostro unico progetto per il futuro della label.

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Slowth records radioaktiv rapide

Slowth Records

Slowth Records nasce a Bologna nel 2020 grazie a Mattia Loris Siboni, Matteo Pastorello e Niccolò Salvi. È un’associazione culturale che opera come etichetta discografica indipendente con lo scopo di diffondere e promuovere musica sperimentale. Slowth Records  comprende al suo interno improvvisazione, composizione acusmatica, elettroacustica, video-arte,  composizione tradizionale, vocale, strumentale e qualsiasi altro genere di difficile catalogazione.

 

 

Come è nata l’etichetta e perché l’esigenza di una label personale.

L’etichetta è nata proprio per una necessità, sentita da tutti e tre, di dare risonanza alle espressioni musicali a cui siamo più legati e alle quali abbiamo lavorato negli ultimi anni, ovvero la ricerca di nuove forme di improvvisazione – in particolare con il collettivo Minus, di cui siamo membri – e le varie forme di composizione musicale che comprendono la musica elettroacustica e acusmatica in particolare. L’esigenza di creare una label nostra è partita proprio dalla scarsità di punti di riferimento discografici che trattassero questi ambiti musicali ed è cresciuto quindi in noi il bisogno di renderli più fruibili, in particolare da parte di un pubblico più generalista e meno esperto. A questo si è poi unita la voglia di fornire a musicisti emergenti, e non, la possibilità, i mezzi e la nostra esperienza per poterli aiutare a far sentire e conoscere la propria musica.

Ci racconti come hai scelto il nome dell’etichetta e cosa vuole significare.

Nel periodo in cui avevamo preso la decisione di avviare una nostra etichetta – autunno 2020 – eravamo soliti passare molto tempo in videochiamata – per ovvi motivi storici – con l’obiettivo di definire le varie linee guida che come associazione avremmo poi dovuto seguire, ma tutti i video-incontri avevano un solo punto fermo: il nome dell’etichetta. Eravamo giunti, dopo non poco, ad avere come idea condivisa il simbolo del bradipo che con la sua lentezza si opponeva fermamente alla frenesia dei nostri tempi – cosa che abbiamo sempre inteso, a livello musicale, ad un ascolto attento e ponderato, non passivo. Da lì l’idea, venuta a Matilde (compagna di Niccolò) che spesso subiva le nostre interminabili chiamate, di unire sloth (bradipo), all’aggettivo che più lo contraddistingue e che più rappresenta l’idea di ascolto ponderato e attento, slow (lento), creando la crasi che è poi diventata il nostro nome: Slowth.

Qual è il disco prodotto al quale ti senti più legato e perché.

Ci sentiamo legati a tutte le nostre produzioni ma quelle a cui teniamo di più sono sicuramente le due compilation BolognaSound e il disco Quiet Area suite. Le prime raccolgono musicisti, emergenti e non, appartenenti alla realtà che ci ha formato e rappresentano uno spaccato importante di ciò che è la musica elettronica a Bologna; il secondo invece, per quanto sia il disco di un membro dell’etichetta, è stato quello che ci ha insegnato a produrre un artista, il suo disco e la sua immagine, lanciandoci in un processo di miglioramento che cerchiamo di portare avanti con ogni nuova produzione.

Un artista che ti piacerebbe produrre.

Nessun artista in particolare. Abbiamo già nel nostro roster musicisti con all’attivo importanti produzioni e collaborazioni, ma come etichetta indipendente siamo sempre alla ricerca di artisti, emergenti e non, la cui visione possa sposare quella dell’etichetta.

In questo periodo storico è meglio spingere il formato digitale o rivolgersi a una nicchia che acquista i formati fisici pur sapendo di non ottenere un grande ritorno economico?

Come etichetta puntiamo molto sul digitale, data soprattutto la sua facile accessibilità da parte di chi ne fruisce, e siamo sempre abbastanza riluttanti nello stampare dischi. Anche a livello economico il formato digitale permette di avere una pubblicazione su tutte le maggiori piattaforme di streaming con un investimento abbastanza contenuto. Il formato fisico, al contrario, oltre ad avere dei costi di produzione e distribuzione sicuramente più elevati rispetto al digitale, è sempre più un oggetto in disuso che tende a sposarsi particolarmente bene con quelle produzioni che hanno come componente predominante la performance dal vivo.

Progetti per il futuro.

L’obiettivo è sicuramente quello di continuare a crescere come etichetta, diventare sempre più punto di riferimento per artisti e progetti che fanno della ricerca e della sperimentazione i loro punti cardine. Per questo 2022 abbiamo già molti lavori in cantiere, mentre altri sono ancora nel cassetto nella speranza di poterli realizzare. Sicuramente nel periodo natalizio rinnoveremo il nostro appuntamento con la compilation BolognaSound.

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Appuntamento al prossimo numero di Rapide!

Contaminati.



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