Le insicurezze del giovane Orava

Esce il 20 novembre su tutte le piattaforme streaming Behind The Wave , il primo lavoro del giovane Orava, al secolo Axel Gerard, ventiduenne francese diplomato al Musician Institute of London che attraverso un linguaggio profondamente autobiografico fonde pop ed elementi di elettronica con ritmiche rock.

Behind The Wave è un lavoro complesso, difficile da penetrare. I testi delle canzoni, in totale dieci, raccontano delle esperienze dell’autore, dei rimorsi e delle insicurezze nel quale giovane Orava è piombato e del suo tentativo di reazione.

Anche la copertina del disco, curata dal fotografo francese Richard Bellia, già conosciuto per le sue collaborazioni con Kurt Cobain,The Cure e altri, che raffigura Orava ricurvo su se stesso, in posizione riflessiva, non nasconde lo stato d’animo del musicista, impegnato in una meditazione interiore.

Il disco si apre con The rest is noise , brano della durata di 4:57, che viaggia attraverso sonorità ansiogene, accentuate da una iniziale tensione chitarristica che culminano in un ritornello “try your best,forget the rest, the rest is noise” molto efficace ed immediato.

Until rain stops è una composizione dal sapore malinconico, dove fanno ingresso elementi classici come i cori femminili e il violoncello che vanno a creare un bel contrasto con l’atmosfera post-moderna, caratteristica del brano e leit motiv dell’intero lavoro.

Il disco procede con Behind The wave, traccia che dà il nome all’album con evidenti richiami di indie-pop che non nascondono l’attrazione del musicista francese per questo genere, così come per l’elettronica alla francese in stile Daft Punk, sebbene tutt’altro che danzereccia.

Trapped è forse il punto più alto del disco, un brano dove le chitarre suonano alla White Lies e la batteria Editors e dove il malessere del nostro diviene “trappola”, una trappola dalla quale tuttavia è possibile divincolarsi.

La successiva Now I know , uno dei singoli che ha anticipato l’uscita del disco suona come un grido di consapevolezza, come una presa di coscienza e riesce a coniugare synth e suoni acustici, in una composizione che si chiude con un intenso outro.

Degno di menzione è Interlude , brano strumentale per il quale Orava si avvale della collaborazione del compositore e attore francese Lulu Gainsbourg.

Il brano che chiude il disco è Going Backward che funge da riassunto dell’intero lavoro.

Complessivamente Behind The Wave è un disco avvolto da una foschia che difficilmente tende a diradarsi, nel quale il songwriting di Orava avvalendosi dell’elettronica prova a farsi spazio e a venire fuori, ricercando invano una salvifica via d’uscita.




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