Guarda in esclusiva “Stranger in Your Arms”, il nuovo video di Coding Candy.

A un anno di distanza dall’ep “More Than Bits”, Luigi Cirelli aka Coding Candy presenta “Play” un mini album di 6 tracce, contenente due brani inediti e 4 remix.

Play è stata l’occasione per il producer cremonese di manipolare con uno spirito nuovo clichè già sperimentati in passato, come nel caso dell’elettronica in bilico tra anni 80 e anni 90 di Stranger In Your Arms o del pop contemporaneo di Chr1stm4s T1m3 dove al vocoder (già presente nell’EP precedente) si affiancano delle inedite linee vocali. I remix allargano ulteriormente il panorama sonoro di Coding Candy grazie ai contributi di Mass Prod che rivoluziona “Goodbye & Good Luck” attraverso esperimenti poliritmici dal gusto “industrial” e dell’accoppiata, Baldelli & Dionigi.
Daniele Baldelli, storico dj della Baia degli Angeli e del “leggendario” Cosmic e Marco Dionigi, dj di Alter Ego e Mazoom giocano con le atmosfere orientaleggianti di “Gone Soon” portandole in territori Cosmic Disco”.
Gli altri due remix sono frutto delle collaborazioni nate durante l’intensa attività live di Cirelli e sono firmate da Jørgen Thorvald che realizza una versione techno di “Stranger in your Arms” e dai Frank Sinutre che iniettano sonore dosi di synth pop in “Nothing To Be Afraid Of”.

Contatti:
https://www.facebook.com/codingcandy/
www.codingcandy.com


Per l’occasione, Mario Ariano ha posto qualche domanda all’artista, così da avere la possibilità di conoscerlo a 360°. Buona lettura!

Raccontaci chi è Coding Candy, da come hai iniziato fino ad arrivare a Play.

Coding Candy è un progetto nato in casa dalla voglia di provare a produrre da solo musica da colonna sonora, senza nessuna predominanza di uno strumento o di genere. Chitarra elettrica, pianoforte, synth, pad, campioni, basso digitale, basso analogico per me ogni strumento ha il suo fascino e la sua peculiarità per atmosfere horror, romantiche, action o riflessive. Il primo EP H3ll0 W0rld è proprio una raccolta di sketch ispirati da capolavori che mi hanno entusiasmato: Rachael è la protagonista di Blade Runner, Wear Utopia un’ipotetica sigla iniziale della serie inglese Utopia (purtroppo interrotta alla seconda stagione), Dreamreading ispirata ai libri di Murakami, Love Me Lana da Conan il ragazzo del futuro di Miyazaki.
Con l’arrivo di Coding Candy nel roster della Volume Up, ho tentato un approccio diverso, legato più alla forma canzone e alla rivisitazione di generi anni ’80 e ’90 che ho rinnegato nel passato, quando un ero un “metallaro”, ma che col tempo hanno lasciato un certo “retrogusto” nel mio immaginario musicale. Da qui nascono i brani prodotti in More Than Bits e Play. Questi ultimi due EP sono fratelli: sono prodotti e registrati con gli stessi strumenti e nello stesso studio (al Bunker di Rubiera) con Domenico Vigliotti alla produzione artistica e Andrea Rovacchi come mix engineer. Ciò vi è di diverso in Play è la presenza di 4 remix che ampliano l’offerta sperimentale di Coding Candy, oltre che la presenza della mia voce non filtrata da vocoder nei due inediti.

Stranger in Your Arms è il tuo nuovo video. Con questo titolo a cosa volevi riferirti?

Stranger in Your Arms è una canzone che racconta una storia: se un gruppo di ultrasessantenni e una compagnia di teenagers si dovessero trovare nello stesso club a ballare la musica di Coding Candy cosa potrebbe succedere? C’è chi avverte la musica come “stagionata”, c’è chi ci prova con ragazze che hanno trent’anni in meno, c’è chi è sposato e libertino, e chi è single, ma seduto in un angolo da solo. Il quadro d’insieme e di tutte le assurdità in esso regnanti, sono stati la fonte di ispirazione di questo brano. Come sempre torno al tema della colonna sonora, a una musica da racconto.

Come è nata l’idea del video?

La scorsa primavera ho suonato al Cox a Milano. A fine concerto alcuni amici hanno cominciato a parlarmi dell’ultimo brano eseguito, Stranger in Yout Arms. Dico che mi piacerebbe lanciarlo come nuovo singolo e Riccardo Alessandri (il regista), che era presente, mi chiede cosa ci vedo in quel brano. Esprimo la mia idea, cioè far ballare degli ultrassessantenni, ospiti di una casa di riposo. Volevo realizzare una giornata speciale, una specie di attività di animazione che avesse un prodotto finale tangibile e potente. Così è stato. Riccardo ha ideato il soggetto, le riprese e la due giorni di lavoro senza tregua. Io ho preso contatto con la Fondazione Germani (che poi ci ha permesso di girare nella propria struttura la maggior parte del video) e poco a poco nella pre-produzione si è affacciata una storia che diveniva sempre più un omaggio alle mie terre lungo il fiume Po. Riccardo ha coinvolto Mario Pietramala, grande attore teatrale e televisivo che ha dato la propria spontanea adesione per la tipologia di progetto e che poi ha fatto da animatore e da coach sul set. Io ho coinvolto Graziano e Tina, due attori di commedia dialettale per una compagnia teatrale del mio paese. Mario, Graziano e Tina sul set hanno coinvolto una trentina di ospiti della struttura trasformando la loro giornata in un momento di ballo e di concentrazione. Con la grande disponibilità dello staff della struttura, siamo riusciti a ricreare una giornata indimenticabile per tutti i presenti.

Sei in casa e devi realizzare la playlist con le tracce che ti hanno maggiormente influenzato. Scegline 5 e schiaccia Play!

Civilization – Justice
Surrender – Chemical Brothers
Cornish Acid – Aphex Twin
Just Like You Imagined – Nine Inch Nails
Machine Gun – Portishead

Ora prova ad associare un film, un libro, un piatto da cucinare, un drink e uno sport che ti piace praticare alle tue produzioni. Ovviamente motiva la scelta.

Ah ah, bel gioco, mi piace. Per il film direi The Boy and the Beast di Mamoru Hosoda, soprattutto per quanto riguarda il primo EP H3ll0 W0rld in cui le ispirazioni dal Giappone sono esplicite nei titoli dei brani e delle scale armoniche utilizzate.
Per il libro scelgo The Accidental Billionaires di Ben Mezrich per tutti i temi sulle nuove tecnologie, il coding e le relative ripercussioni sul sociale che affronto nella maggior parte dei miei testi.
Sul drink non ho dubbi: il Moscow Mule perché è secco e pungente come molti miei lead e arp synth.
Per lo sport scelgo l’automobilismo, perché molti dei miei riff sono stati pensati e ascoltati in forma di demo, mentre guidavo e il movimento veloce sulla strada e le frenate hanno ispirato in gran parte alcune mie canzoni.

In Play ci sono 4 remix oltre a due inediti. Quattro titoli di canzoni che ti piacerebbe remixare ufficialmente e in che modo le renderesti alla Coding Candy.

HO PAURA DI USCIRE di Salmo per farne una versione con più synth distorti e chitarre elettriche dal lungo delay.
Langage di Moodoid per farne una versione con suoni e arrangiamenti più inglesi e meno francesi, pur mantenendo gli stessi cambi armonici e le stesse melodie.
Dive dei Beach House per cui metterei batteria e basso sintetico davanti a tutto e al posto di synth pad dei lead, tra industrial e dance.
I Prefer Your Love di St. Vincent che renderei in versione che imita Rachael con chitarre elettriche lontane e synth lead grossi.